La “mia” Venezia in pillole. La Chapelle ai Tre Oci.

settembre 5, 2017 Written by Daniela - Nessun commento

Come promesso, ecco la “mia” Venezia in pillole.
Day one: visita alla monografica di La Chapelle alla Casa dei Tre Oci – dal 2012 spazio espositivo pubblico.

A prescindere dalla meravigliosa Mostra in corso, il Palazzo neogotico in Giudecca di primo Novecento è sensazionale in sè per architettura e location: offre una spettacolare vista su Palazzo Ducale e Piazza San Marco, punto prospettico privilegiato per appassionati fotografi e immancabile “esercito dei selfie”

View: Palazzo Ducale dalla Giudecca, Casa dei Tre Oci

View: Palazzo Ducale dalla Giudecca, Casa dei Tre Oci

anche se desideri semplicemente rilassarti prendendo un drink dal bar alla sua destra. Consiglio lo Spritz Cynar, il cocktail Cinzano dal sapore vintage che naturalmente adoro: è dissetante, amaro ma non troppo, decisamente estivo e piacevolissimo.

La Chapelle- LOST+FOUND

La Chapelle- LOST+FOUND

La Mostra dura ancora per pochi giorni e ti consiglio vivamente di non perderla: il miglior modo per conoscere tutta la produzione di chi sa scandagliare animo umano e sue debolezze, deriva sociale e idolatrie sconcertanti della nostra società meglio di moltissimi altri- a mio parere. E oso dirti che mi emoziona molto più di quanto fece Wharhol, se non altro perchè racconta l’hic et nunc in cui sono immersa, una società di falsi miti,

Brand Obsession: il corpo tatuato con Louis Vuitton Monogram

Brand Obsession: il corpo tatuato con Louis Vuitton Monogram

di “eroi” (anti eroi, a dire il vero) che respiro oggi e di conseguenza sento molto più “mia” questo tipo di denuncia di quanto sia la pop- realtà anni ’60 o ’70. Se la serie “Good News for Modern Man”, ispirata al Rinascimento italiano e ai Pre rafalleiti, già contiene molti di quelli che saranno segni e registro più tipicamente suoi, l’eleborazione fotografica e la sua capacità rappresentativa per me raggiunge il massimo quando La Chapelle celebra Michelangelo e Gesù come fossero icone pop, le più autentiche e irraggiungibili POP STAR di tutti i tempi.

Courtney Love interpreta La Pietà di Michelangelo

Courtney Love interpreta La Pietà di Michelangelo

La Pietà di Michelangelo

La Pietà di Michelangelo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le dimensioni delle immagini qui non rendono giustizia al genio di La Chapelle e c’è davvero bisogno di quelle museali per cogliere il gran numero di “citazioni” entro la medesima eleborazione fotografica che va ben oltre la provocazione. Trovo trascenda la Pop Art e la superi di gran lunga e trovo sia proprio la sua profonda conoscenza del nostro Rinascimento, di Michelangelo in particolare, a distinguerlo da molti altri interpreti Pop che si limitano all’esasperazione tecnica dell’espressione artistica (quella che la tecnologia oggi consente con mani esperte) o alla provocazione spesso sterile, alla Jeff Koons per intenderci (Big, huge balloons… SFW?). Avrai capito che per me La Chapelle è davvero un Artista sublime.

Lavanda dei Piedi

Adoro le composizioni “religiose” – il ciclo dal titolo: JESUS IS MY HOMEBOY-, i momenti della vita di Gesù calati in ambientazioni contemporanee. Fantastica l’Ultima Cena: a tavola con baschettari, pusher, rapper, porno star. Lo sguardo fisso all’osservatore esterno, trascura i discepoli che lo circondano e ti cattura, attonito; loro, protagonisti di una scena artefatta, alla disperata ricerca di una guida e tu che avvicinandoti, divieni parte della stessa e all’orecchio ti risuona la colonna sonora di Jesus Christ Superstar.

 Ultima Cena- La Chapelle

Ultima Cena- La Chapelle

E adoro quello che i critici hanno giustamente definito “cortocircuito visivo” nella sua Opera – la sezione dedicata ai grandi protagonisti della musica pop contemporanea, da Michael Jackson ai Nirvana- tra l’estetica cui siamo abituati dai banchi di scuola e dalle visite ai Musei classici e la sua dirompente rappresentazione (la Madonna di Michelangelo è nella tua mente ma gli occhi vedono Courney Love che tiene il suo Kurt in braccio, morto di overdose e il cervello va davvero in tilt! Dici: ma come? ma come è possibile?).

Definirlo iper realista è decisamente riduttivo. Dire che sia sopra le righe, scontato. La cosa bella è che più guardi le sue creazioni e più scopri tutto ciò che vorresti sapere e non hai mai osato chiedere. Su te stesso. E sulla tua origine. In particolare su Eva nel Paradiso perduto. Che con il suo fallo scardina certezze, ambizioni, desideri. Che forse insieme all’Eden, Eva abbia perduto la sua vera sessualità?