Andar per vetrine. Il bello del passeggio in centro.

dicembre 20, 2017 Written by Daniela - Nessun commento

“Dolce e Gabbana brings a magical Italian Xmas to Harrods”, trionfa e monopolizza lo storico landmark dello shopping londinese: le vetrine di Brompton Road e Hans Crescent si ispirano al Teatro dei Pupi e delle Marionette siciliane. All’interno, un mercato con i carretti e naturalmente spettacolari in store fashion show. Il video cliccando QUI

dolce gabbana

dolce gabbana2

Un’operazione di marketing che non solo aumenta il prestigio del nostro Made in Italy, ma muove l’economia e spinge a viaggiare.

vetrina9

Harrods è da sempre una destinazione turistica oltre che d’acquisto; è il simbolo di Knightsbridge eppure ha puntato su vetrine di potenza dirompente anche rispetto alle sue celebri e storicamente note, dando così ulteriore lavoro a centinaia di persone – tra allestimenti, trasporti, catering, hospitality, beauty- non solo del settore fashion, quindi.

vetrina8

vetrina7

A Milano il Natale brilla di Swarovski e tutti accorrono a farsi un selfie scintillante ai piedi del maxi albero in Galleria fra le principali insegne della Moda.

vetrina6

vetrina5

Pure Spelacchio a Roma, nonostante il suo spelacchiato aspetto, fa parlare di sé sui maggiori media e al TG e attira turisti perplessi ma divertiti che ne aumentano la popolarità virale grazie ai social.

Se una città desidera crescere sotto il profilo turistico deve a mio avviso puntare certamente sui servizi ma anche sulla cura delle piccole cose e valorizzare le vetrine del centro al fine di rendere attrattiva la classica passeggiata, la “vasca”, lo “struscio”.

L’andar per vetrine ( window shopping) è piacevole a prescindere dall’intenzione d’acquisto ed è ciò che facciamo tutti quando siamo fuori città anche senza spingerci all’estero.

vetrina4

vetrina3

La convinzione che “belle vetrine” siano un bene comune oltre che un bene per il mio business mi ha spinta a proporre – in comarketing con altre realtà limitrofe concittadine- allestimenti divertenti e spero eye-catching.

Se la differenziazione è la chiave del vero successo di molte aziende, io parto dal “biglietto da visita”: la vetrina, quella fisica oltre a quella on line.

Che adori pattern eccentrici di carta da parati è abbastanza lampante (a partire da quella di Orla Kiely che campeggia a parete). E’ probabilmente il ricordo della prima casa d’infanzia ove tutte le pareti – negli anni 70 -erano vistosamente foderate con wall paper geometriche e floreali. Gli anni in cui tipicamente anche gli armadi a scomparsa nei lunghi corridoi venivano coperti con carte/ tessuto. Insomma, la cartadaparati vivace è una sorta di madeleine proustiana che mi rallegra e aiuta a cambiare facilmente set nel seppure piccolissimo Sellingmylife ambientando in modo molto diverso, di volta in volta, i nuovi arrivi.

A Natale ho puntato in collaborazione con Alchimia d’Interni e Urša Fioreria al Mercato sull’animalier print di Roberto Cavalli e su fantasie floreali e di Osborne & Little.

vetrina2

vetrina1

Buon #rainbowxmas a tutti e buona passeggiata in centro città!