Intervista su Gioia. Qui ventum seminabunt et turbinem metent?

aprile 24, 2015 Written by Daniela - Nessun commento

“Qui ventum seminabunt et turbinem metent?”. Trovo davvero singolare, direi inquietante, il fatto che l’intervista uscita sul settimanale Gioia in questi giorni ( Vota Antonio! Vota Antonio! Vota Antonio! Comprate Gioia! Comprate Gioia!) coincida con l’uscita, sullo stesso numero, dell’intervista a Margherita Buy sull’ultimo film di Nanni Moretti dal titolo “Mia madre” e dedicato alla malattia e alla morte della Madre.
Quali sono i gradi di separazione
in questo caso, cara Domitilla Ferrari?
Gai Mattiolo
Quale disegno degli astri mi vuole sulla medesima testata (cosa che dovrebbe rendermi, e mi rende indubbiamente, entusiasta) a raccontare la mia storia considerando che sto vivendo ormai da agosto dello scorso anno il percorso che il film di Moretti e l’articolo della Buy affrontano?
Ha ragione Enrichetta Buchi: “La morte è il simbolo del limite assoluto che nella nostra cultura narcisistica, laica e onnipotente non è contempalto. Oggi non esiste più una cultura della morte. Siamo inadeguati come dice nanni Moretti. Anche nella fragilità della malattia il genitore rimane ‘grande’ nell’archetipo interno. Spezzare questo legame è difficile”. E mentre scrivo ascolto la Bertè: “Libera, me ne andrei, tanto tu, stai con lei…. Che ne sai, del pensiero mio….” Lei parla d’amore, io di morte, ma si sa… Eros e Thanatos vanno a braccetto. Andrò a vedere il film di Moretti
Mia madre combatte ancora il suo male e Sellingmylife, credetemi, è una cosa davvero bella.
Dunque: “qui ventum seminabunt et turbinem metent”?